La storia di Ilaria

essere

Cultura della Sicurezza

Ho sempre creduto che le coincidenze non esistessero. Sono Ilaria, un Tecnico della Prevenzione, giovane, ho solo 23 anni e sono laureata da un anno.

Lavoro in uno studio di consulenza dove però mi sento inutile perché sono giovane, senza esperienza e il tempo da dedicare alla mia crescita formativa non c’è...il classico tirocinio formativo post laurea che di formativo ha proprio poco, forse nulla. Provo comunque a trovarci un senso, degli spunti utili, a carpire nozioni tecniche ascoltando anche solo il collega rispondere ad un cliente ma l’ambiente è alienante e frustrante. Sei giovane e vorresti che ti mettessero alla prova, che ti facessero imparare il mestiere, che ascoltassero anche la tua opinione mentre invece in ufficio sono tutti impegnati a svolgere il proprio lavoro e al massimo sei utile per fare due fotocopie o poco più, così ti ritrovi a cercare di impegnare la giornata come puoi, per esempio mandando anche curriculum ad altre aziende.

La sicurezza non è poi così interessante... anzi! Finalmente la svolta: mi chiamano per partecipare a una selezione per un’azienda importante nel settore della sanità. Cercano proprio un RSPP interno, un impiego per cui ho studiato e mi sono laureata. Invio il mio curriculum speranzosa di trovare un ambiente più stimolante, che mi faccia apprezzare il fatto che il lavoro da Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione sia utile a salvaguardare la salute e la sicurezza delle persone. La possibilità di arrivare fino in fondo è minima ma provo ugualmente, perché tanto peggio di così non può andare.

Passo il primo step di selezione e poi anche il secondo e mi ritrovo di fronte al direttore generale e a una psicologa. Non ci posso credere devono scegliere tra me ed un mio collega e amico d’università! Non male per una neolaureata! Il colloquio va molto bene ma comunque mi fanno aspettare qualche giorno per avere notizie.

L’unica cosa che mi preoccupa è che proprio il direttore mi fa notare che sono una ragazza, che assumere una donna al giorno d’oggi è un rischio, specie se giovane e magari con l’intento di crearti una famiglia. Attendo qualche giorno l’esito finale, ma è tutto già fin troppo chiaro. Ricevo la chiamata della segretaria del direttore che con molto dispiacere mi comunica che assumeranno l’altro ragazzo...perché sai...ci sono meno problemi in questo lavoro per un ragazzo! Ancora più frustrata e presa dalla rabbia inizio ad inviare curriculum.

Dovevo pur provare a cambiare la mia situazione e se le cose non fossero cambiate, avrei lasciato il settore della sicurezza sul lavoro e mi sarei dedicata ad altro. Presa dalla disperazione, durante l’ennesima giornata passata nello studio di consulenza a non far nulla, rispondo anche all’e-mail di un’azienda che qualche mese prima mi aveva contattato e che aveva concluso già la fase di selezione.

A dire la verità non avevo mai risposto a quell’e-mail perché “non mi ispirava”...non si capiva bene cosa cercassero. Poi è stato tutto veloce e inaspettato. Mi chiamano e faccio il colloquio con l’azienda che fa selezione del personale che non mi svela nulla sulla ditta che gli ha commissionato il lavoro, ma mi dice solamente che è “diversa dalle altre”.

Una settimana dopo sono a fare il colloquio da Soluzioni Srls, con il titolare Alessandro Nanni...era sua la ditta “diversa dalle altre”! Effettivamente la prima impressione che ho entrando è che sia una realtà diversa dagli altri studi di consulenza, perché i dipendenti che sono presenti mi accolgono con il sorriso. Sono ugualmente sfiduciata... cercano una persona con esperienza e io di esperienza ne ho veramente poca. E sono una donna per cui figuriamoci...

Le domande che il titolare mi fa sono molte e molto simili a quelle delle precedenti selezioni e...arriva la fatidica domanda: “Vorresti essere mamma un giorno?” Penso: eccoci ci risiamo...sarà l’ennesimo colloquio che non andrà a buon fine...peccato, mi sarebbe piaciuto lavorare in un ambiente così giovane, solare e colorato! Rispondo comunque sinceramente: sì sono giovane, non ho esperienza nel settore e sì vorrei essere mamma un giorno. Meglio essere sinceri fin da subito! Mi sento rispondere però in maniera insolita dal titolare che mi dice che la famiglia è la cosa più importante, che basta la grinta e la voglia di imparare per andare avanti, che la giovane età non è un problema, anzi è importante il mio parere.

Sostiene che il modo di fare consulenza in questo studio è diverso e punta a modificare la cultura delle persone, i comportamenti attuati per salvare la salute e la sicurezza delle persone puntando molto anche sulla formazione, che ci sono premi a fine anno e che si lavora tra amici che fanno squadra, dove si passa anche del tempo extra lavorativo tra colleghi e con le famiglie. Follia! Mentre parla penso che sicuramente si sta facendo bello con me per vantarsi della sua azienda...ma chi ci crede?

Sceglierà sicuramente una persona più esperta di me, già avviata nel settore. Qualche giorno dopo mi chiama Alessandro, sono assunta! Mi dice che non conta la mia esperienza ma la persona ed è per questo che mi ha scelto perché è sicuro che, anche se parto in svantaggio rispetto ad altri che ha avuto modo di conoscere, ho le caratteristiche giuste per entrare in quell’ambiente lavorativo.

Così, visto che non ho nulla da perdere, accetto, anche se ho paura che quanto detto durante il colloquio sia “tutto fumo e niente arrosto” e temo che mi si prospetti il lavoro in un’azienda “diversa dalla altre e forse, a modo suo, un po’ pazza” che, per altro, sta organizzando un evento a teatro incentrato sulla sicurezza dove vogliono far partecipare 1000 persone... mai vista una cosa così in uno studio di consulenza che si occupa di Sicurezza.

In realtà sono passati due anni da quel colloquio e a tutt’oggi posso dire che tutto quello che mi era stato detto al colloquio era tutto vero e, cosa ancora più inaspettata, mi sono innamorata della Sicurezza, tanto da essere una persona diversa da quando sono entrata.

Qui la sicurezza sul lavoro è fatta per salvare la vita delle persone e ci si concentra su questo anche quando si fa formazione in aula... è per questo che ci lavoro!

Ilaria
Campioni di valore libro

Campioni di Valori

È il racconto di un prezioso gioco di squadra condotto con tanto orgoglio e passione, scritto a più mani da chi, ogni giorno, condivide competenze, professionalità ed entusiasmo e contribuisce alla costruzione di condizioni di lavoro ad alta dignità, a partire dal rispetto della vita.

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